giovedì 25 maggio 2017

Mamme Sottosopra è arrivato anche in Amazon



Finalmente il libro Testimonianza sulla Depressione in Gravidanza e nel Post Partum sarà presente Amazon :

Una descrizione più estesa è disponibile in:


Buona lettura a tutte!
Raffaella e tutto il team di Progetto Ilizia

Mamme sottosopra: la gravidanza non è un pranzo di gala

Parlare di depressione durante e dopo la gestazione è ancora un tabù, invece c’è bisogno di affrontare il tema in modo consapevole: il primo nemico è l’isolamento.




Settimo mese. Luglio. Caldo. Afa. La pancia che diventa sempre più ingombrante e io che vorrei strapparmi via non solo i vestiti, ma pure questo alieno che sta piano piano occupando tutto il corpo. Attacchi di panico. Corse in ospedale. Vi prego, ricoveratemi”. Non c’è nulla di più lontano dalla drammatica richiesta di Anna che […] (estratto da Mamme Sottosopra - Testimonianze di Vittoria nella Depressione in Gravidanza e nel Post Partum)

di Elisabetta Ambrosi

*******************************

Elisabetta Ambrosi

Giornalista

Giornalista professionista e scrittrice, vivo a Roma. Nata con un dna liberale, cresciuta in un paese catto-comunista, allevata tra ostie consacrate, balli neocatecumenali e canti scout. A venti studiavo Kant sopra la cyclette e iniziavo un’analisi freudiana, a trenta scrivevo un libro contro gli psicoanalisti e mi ricordavo di avere un corpo. Il mio motto? Prendere sempre le cose sul serio, senza mai prendersi sul serio.
Oggi scrivo soprattutto per “Il Fatto” (su cui curo, con Lia Celi, lo spazio “Le Fattucchiere” sul Fatto del lunedì), ma anche per Vanity Fair.it, dove ho il blog Sexand(the)Stress e per D.Repubblica.it. Mi occupo di cultura, editoria, tv, lavoro e temi sociali, bioetica, questioni di genere, infanzia e qualche volta politica.
I miei libri: Non è un paese per giovani.L’anomalia italiana: una generazione senza voce (con A. Rosina, Marsilio editore), Inconscio Ladro. Malefatte degli psicoanalisti (La Lepre editore), Chi ha paura di Nichi Vendola? Le parole di un leader che appassiona e divide l’Italia (Marsilio editore), Mamma a modo mio. Guida pratica ed emotiva per neomamme fuori dal coro (Urra-Feltrinelli editore), Sos.Tata. Nuovi consigli, regole e ricette per crescere ed educare bambini consapevoli e felici (Feltrinelli editore), Guerriere. La resistenza delle nuove mamme italiane (Chiare Lettere editore).
Per conoscermi meglio:
www.elisabettaambrosi.com
Per scrivermi:
elisabetta.ambrosi@gmail.com
@bethambrosi

martedì 16 maggio 2017

Che cosa fare quando l'attesa non è abbastanza dolce

Esiste anche una depressione pre-parto, da affrontare senza pregiudizi: ridurre lo stress materno fa bene al nascituro


MILANO - Che esista la depressione post partum è noto, ma che depressione, ansia e stress possano colpire, e duramente, in gravidanza, in quella che definiamo "dolce attesa", è più inaspettato. E come queste patologie ricadono sul bambino già nato, così ricadono sul bambino che ancora deve nascere. «Dobbiamo riflettere su questi temi non per fare del terrorismo, né, tanto meno, per incolpare le donne, bensì per capire che questi disturbi non vanno sottovalutati, all’insegna del "tanto passerà", ma curati. E curarli è possibile anche in gravidanza — chiarisce Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Neuroscienze del Fatebenefratelli di Milano —. Le donne che nel periodo prenatale hanno un assetto psicologico alterato hanno più probabilità di aumentare, anziché di diminuire, le "dosi" di fumo, di nutrirsi male e, di conseguenza, di aumentare troppo, o troppo poco, di peso. Inoltre, stress e ansia durante l’attesa sono associati a un rischio dalle due, alle tre volte maggiore di sviluppare disturbi dell'umore nel periodo postnatale».

martedì 9 maggio 2017

I Bambini e le Paure : quanto e come i genitori le influenzano

La paura del buio è un fenomeno molto frequente nei bambini di età compresa tra i due e cinque anni. È infatti a partire da questa età, che i bambini sviluppano la consapevolezza del pericolo, che diventa così elemento della loro immaginazione.
La notte, caratterizzata dal buio e dal silenzio, diventa il momento più adatto per mettere in moto fantasie sui mostri ed esseri misteriosi. È molto facile quindi che la notte venga popolata da personaggi fantastici e pericolosi, che spesso sono l’elaborazione di una paura provata realmente, di un’ esperienza che può aver impressionato. La paura del buio e dei mostri è tipica di tutti i bambini. Nel buio infatti tutto può accadere, a loro insaputa, perché non sono in grado di vedere e distinguere bene le cose; nei mostri e nel buio, i bimbi catalizzano e concentrano tutte le loro paure: soprattutto quelle di essere aggrediti e di non essere all’altezza di difendersi, di essere abbandonati dai loro genitori nel momento del bisogno.


mercoledì 8 febbraio 2017

Cosa succede in famiglia quando la mamma in attesa o la neomamma cade in depressione.

Quando la mamma in attesa o la neomamma cadono in depressione, per motivi che vanno dal puro sbalzo ormonale alla rivoluzione perpetrata dal subconscio che esplode portando in superficie tutti i traumi latenti, la famiglia neo costituita e quella d'origine vengono profondamente toccate.
Questo è normale ma quello che invece fa ancor più male alla donna in depressione è la falsa convinzione dei familiari che:
1- sia solo questione di volontà uscire dalla stato depressivo
2- i farmaci siano vietati in graviddanza e nel post partum e che addirittura possano fare male al bambino
3- loro non possono farci nulla

La buona nuova che porto oggi è che le famiglie possono invece fare tantissimo e fanno la differenza:avendo la lucidità per affrontare la questione, invece di negarla, possono effettivamente risolverla, ovviamente con il placet della persona malata. 

Cosa possono fare? 
Innanzitutto prendere atto che la Depressione in Gravidanza e nel Post Partum E' UNA MALATTIA SERIA, che non va sottovalutata. Quindi, come per ogni malattia, ci si DEVE rivolgere agli specialisti di riferimento: lo psicoterapeuta e lo psichiatra. 
Se li chiamiamo cosa accade? Che avremo la possibilità di curare la mamma in tempi rapidi, migliorando la sua vita nel giro di pochi mesi e assicurando alla mamma l'opportunità di seguire il proprio bimbo, di affrontare con serenità il parto e le responsabilità di gestione della nuova vita.

Se invece le famiglie NEGANO la MALATTIA, questa può solo degenerare, portando anche ad atti violenti delle mamme contro se stesse

Vorrei chiarire che le mamme depresse NON SONO MAI VIOLENTE COI BIMBI, al massimo verso se stesse. Quando si sente dai media di qualche atto violento perpetrato contro i figli, si ha a che fare con mamme psicotiche, ben diverse dalle mamme depresse.

Quindi cari familiari, state attenti ai campanelli d'allarme lanciati dalle mamme perché prima le aiutate prima loro guariranno e la famiglia con esse ritroverà serenità e forza!

Per saperne di più sulle attività d'aiuto in ambito nazionale e nel proprio territorio consultate la seguente pagina:

http://www.progettoilizia.it/numeri-d-emergenza

Non ci credete e vorreste delle testimonianze: ebbene chiedeteci il libro che abbiamo pubblicato, "Mamme  Sottosopra" (http://www.progettoilizia.it/single-post/2016/12/02/In-vendita-a-Met%C3%A0-Gennaio-il-Libro-MAMME-SOTTOSOPRA) dove troverete ben 15 storie di vittoria sulla depressione, in gravidanza e nel post partum. Per averlo chiediamo solo una piccola donazione, a copertura delle spese di spedizione.



Quindi vi lascio con la seguente parola d'ordine: INFORMAZIONE!

Perchè solo la corretta informazione può portare le mamme ad una pronta guarigione.

Raffaella e tutto il team del Gruppo di Auto Aiuto

giovedì 2 febbraio 2017

Sfatiamo i pregiudizi sull'uso degli psicofarmaci

Lo stereotipo che lo psichiatra cura i matti e li intontisce è ancora molto diffuso. Purtroppo. Purtroppo perché lo psichiatra in caso di specifici disturbi potrà darvi una cura che vi può migliorare la qualità della vita in momenti difficili, in cui la vostra forza di volontà a poco a che fare con lo star meglio.

I primi psicofarmaci scoperti subito dopo la seconda metà del Novecento si rivelarono particolarmente utili nel trattamento di numerosi disturbi mentali, ma avevano lo svantaggio di avere molti effetti collaterali di cui soffrivano in primis i pazienti e di cui anche i parenti si rendevano conto immediatamente, guardando i propri cari costretti a movimenti non più liberi, ma rigidi e rallentati, per esempio.  Questo fa si, che ancora oggi la memoria storica della popolazione sia influenzata, e sia ostile e non si fidi della figura dello psichiatra o degli psicofarmaci. Spesso mi chiedo se chi soffre di cuore si rivolga ad un cardiologo, medico specializzato, e se si rifiuti categoricamente di prendere la cura prescritta.

Il timore della DIPENDENZA è molto diffuso, questo preconcetto è dettato dal fatto che, a livello di  immaginario collettivo, vi è una associazione tra psicofarmaci e sostanze stupefacenti. In realtà è scientificamente dimostrato che gli antidepressivi  non danno dipendenza e che la loro sospensione, graduale e controllata,  non determina nessuna sindrome da astinenza. Qquesta è sicuramente una paura ampiamente diffusa, che spesso pregiudica la decisione di iniziare un trattamento adeguato anche quando, invece, potrebbe rivelarsi utile, per esempio, di fronte a una sintomatologia depressiva.
E’ bene sottolineare che, a dispetto delle nostre fantasie e credenze, gli unici farmaci che possono dare dipendenza, se usati male o troppo a lungo, sono le benzodiazepine, mentre gli antidepressivi, i neurolettici e gli stabilizzatori dell’umore non danno MAI dipendenza.  Per questo è molto importante che la terapia farmacologica sia seguita da uno specialista e che non sia sospesa o iniziata liberamente dal soggetto.
farmaci
Gli psicofarmaci, sono un utile, possibile strumento terapeutico da utilizzare  per attenuare o a far scomparire del tutto determinati sintomi, quando questi, magari particolarmente intensi o comunque “scomodi” (vedi l’insonnia) procurino particolare disagio in alcune aree della propria vita o un certo grado di sofferenza generale. L’effetto dato dai farmaci produce anche un miglioramento dei vissuti emotivi della persona (vedi un aumento del tono dell’umore e dell’energia psicofisica nel caso della depressione), e non una modificazione caratteriale o temperamentale.
Infine, un trattamento con farmaci non preclude affatto dall’intraprendere un percorso di psicoterapia quando ci sia bisogno e vi siano le indicazioni. In alcuni casi, infatti, una terapia combinata dà frutti migliori, più solidi e duraturi nel tempo che la sola assunzione di psicofarmaci
fonte:

martedì 31 gennaio 2017

Gravidanza Felice in Depressione si puo'

L’associazione Gravidanza Felice ha carattere volontario e non ha scopo di lucro. La sua struttura è democratica. I soci sono tenuti ad un comportamento corretto sia nelle relazioni interne e sia con terzi nonché all’accettazione del presente statuto. L’associazione potrà partecipare quale socio ad altri circoli e/o associazioni aventi scopi analoghi.
Scopo dell’associazione
 L’associazione ha lo scopo di far conoscere e finanziare il Servizio gratuito di consulenza medica sui fattori di rischio riproduttivo, denominato “Telefono Rosso”, del  Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma, il quale è in grado di fornire informazioni precise e corrette alle gestanti e di chiarire loro dubbi e paure, qualora temano un rischio di complicazioni e malformazioni per il feto per assunzione di farmaci, esposizione a radiazioni ionizzati ed agenti chimici, per indagini diagnostiche, malattie materne e per altri problemi della gravidanza. L’associazione non persegue scopi di lucro e contempla espressamente il divieto di distribuzione di utili, fondi, riserve di capitale, neanche in modo indiretto, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.


Obiettivi



L’associazione si propone di permettere:
  •  a tutte le donne preoccupate ed angosciate al pensiero che il figlio possa nascere malformato, perché hanno assunto, magari senza sapere di  essere incinte, dei farmaci sconsigliati in gravidanza, sono state esposte a radiazioni ionizzanti ed agenti chimici, hanno un’infezione o una malattia cronica o per altri problemi della gravidanza;
  • a quelle che intendono programmare una gravidanza;
  • a quelle in allattamento, qualora si renda necessario per loro l’assunzione di un farmaco;
  • ai partner e familiari;
  • al personale sanitario o parasanitario;
  • a tutti gli interessati ad avere informazioni precise e corrette sui fattori di rischio riproduttivo;
di accedere con facilità alla consulenza medica altamente specialistica offerta dal Telefono Rosso, riducendo fino ad eliminare i tempi di attesa, dovuti alla difficoltà di prendere la linea.


L’associazione si propone inoltre di mettere in condizione il Telefono Rosso di eseguire tutti i follow up che ritiene utili, fondamentali nell’acquisire gli esiti delle  gravidanze dopo la consulenza, al fine anche di produrre casistiche sempre più numerose e controllate, che rappresentano per i medici una preziosa forma d’informazione, nonché di aggiornamento nell’ambito della scelta di terapie farmacologiche da effettuarsi in gravidanza.